L’Asl ha fatto un passo indietro. Con una nuova circolare inviata a tutti i medici, datata 25 maggio e sottoscritta dal direttore sanitario Raffaello Stradoni e dal direttore sociale Paola Mosa, l’ente corregge il tiro sui prelievi a domicilio: non saranno più riservati ai soli pazienti invalidi al 100%, con accompagnamento e totalmente infermi, com’era stato deciso nelle scorse settimane, cambiando una prassi che durava da anni. Il servizio a domicilio sarà effettuato anche alle persone per le quali i medici curanti ritengano esserci le “condizioni cliniche ed ambientali” tali da giustificarlo. I medici saranno in questo caso tenuti a compilare una scheda di valutazione.
Per il Pd, che con il consigliere regionale Agostino Alloni aveva sollevato il caso, annunciando di voler interpellare a riguardo l’assessore alla sanità, è motivo di soddisfazione: “È una buona notizia – dichiara l’esponente del Pd – che dimostra che avevamo buone ragioni a dire che la decisione dell’Asl era sbagliata. È stato necessario denunciare il problema per rimettere le cose a posto. La nuova circolare fa una cosa semplice, affida la valutazione sulla necessità del prelievo a domicilio ai medici di famiglia, che sono le figure più adatte a capire se il paziente può o meno andare al laboratorio per gli esami. Se poi, come sosteneva l’Asl, ci fossero i cosiddetti furbetti che abusano di un servizio riservato a chi ha reali difficoltà, mi aspetto che l’azienda faccia i debiti controlli. Ma per una ragione di equità e di giustizia, perché i risparmi si possono sicuramente fare altrove”.
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Infrastrutture, PD Cremona e Mantova:”Troppi ritardi. Dalla regione servono risposte chiare e tempi certi.
Sui grandi progetti infrastrutturali il nostro Paese ha la grande capacità di metterci anni prima di realizzarli. E’ il caso della Bre.be-mi, così come della Paullese. Solo per citarne alcuni a noi vicini. E allo stesso tempo della Cremona-Mantova. Un’opera di cui si parla da almeno 15 anni, e che non ha ancora visto la luce.
Della Bre.Be.Mi se ne parla da almeno quarant’anni, e solo da fine anni novanta con maggior forza. Il risultato? Aver realizzato l’opera dopo decenni, e vederla oggi sottoutilizzata.
Anche della Paullese se ne parla da decenni, e ancora oggi, nonostante firme di protocolli vendute come decisive, rimane ancora irrisolto il problema del ponte sull’Adda, e del suo finanziamento.
Stesso ragionamento vale per la Cremona-Mantova. Un’opera il cui iter è stato avviato 15 anni fa, e che ancora oggi viene ritenuta strategica.
Strategica per due territori, quello mantovano e cremonese-casalasco che hanno un evidente carenza di collegamenti infrastrutturale, e che il continuo passare del tempo ha solo peggiorato
Se la Regione, come ha fatto con poche righe in un proprio documento, conferma la strategicità dell’opera nonostante i tanti anni trascorsi, non può limitarsi a questo ma deve anche dare risposte certe circa la tempistica e i costi di realizzazione.
Non solo non è possibile perdere altro tempo, ma è necessario rivedere il quadro economico ampiamente aumentato negli anni.
Così come dare le dovute garanzie circa l’impatto ambientale della stessa, anche a fronte della legge sul consumo di suolo di recente approvazione.
Non è sufficiente confermarne la strategicità, ma dare a questi territori, cittadini ed amministratori in testa, le necessarie garanzie in termine di tempo e di funzionalità dei collegamenti, rivedendo in primis l’impianto economico.
Tutto ciò avendo la certezza del completamento dei 9 km del tratto Ti-Bre, senza il quale l’intera infrastruttura rischia di essere inutile. Completamento per il quale il sottosegretario Luciano Pizzetti acquisirà tutte le informazioni utili al Ministero delle infrastrutture.
Perché non c’è cosa peggiore di un’opera mai cominciata che un’opera incompleta, e quindi davvero funzionale.
Come PD, dopo il primo incontro interlocutorio avvenuto tra le federazioni di Mantova e Cremona, continueremo anche con i nostri consiglieri regionali Agostino Alloni e Marco Carra a seguire la partita, acquisendo tutte le necessarie informazioni, con l’obiettivo di dare risposte certe ed utili ad un territorio che attende da anni risposte e oggi più di ieri, ha visto peggiorare il trasporto ferroviario, basti pensare ai continui ritardi sulla Mantova-Cremona-Treviglio o alla sospensione delle corse durante il mese di agosto, quando molti cittadini potrebbero visitare Expo.
Antonella Forattini
Segretaria provinciale PD Mantova
Matteo Piloni
Segretario provinciale PD Cremona
Michel Marchi, sindaco di Gerre de Caprioli, nuovo Presidente Dipartimento Piccoli Comuni Anci Lombardia
Michel Marchi, Sindaco di Gerre de’ Caprioli (Cr), è il nuovo Presidente del Dipartimento Piccoli Comuni – Montagna – Unioni Dei Comuni – Forme Associative di Anci Lombardia. La nomina è avvenuta nel corso dell’ultima riunione del Consiglio Direttivo dell’Associazione, lo scorso 18 maggio.
“All’avvio di questo mio nuovo incarico voglio innanzitutto ringraziare Ivana Cavazzini che ha guidato prima di me questo Dipartimento con molto impegno e dedizione – dichiara Marchi – Il mio lavoro continuerà in questa direzione, per favorire la concretizzazione di reali gestioni associate e per sostenere la nascita di Unioni di comuni, con un’attenzione particolare verso i processi di fusione di Comuni. L’auspicio del Dipartimento deve essere quello di diffondere tra i Comuni una reale conoscenza della normativa, al fine di capire i concreti vantaggi derivanti dall’avvio di politiche associative.
Per incontrare e conoscere gli Amministratori lombardi e per confrontarci con loro sulle questioni più rilevanti, abbiamo organizzato per il prossimo 20 giugno l’Assemblea regionale dei piccoli Comuni, a cui seguirà l’Assemblea nazionale il 10 luglio. Sono momenti, importanti che ci permetteranno di conoscere il clima che si respira nei piccoli centri di Lombardia. Ci auguriamo quindi la più ampia partecipazione e per questo invito tutti a partecipare.
In Lombardia, in quest’ultimo anno, hanno iniziato a lavorare moltissimi Amministratori, spesso al loro primo mandato, animati dal desiderio di innovare e migliorare la macchina comunale. Mi auspico che questo possa fare da volano alla diffusione di una sensibilità nuova verso le politiche associative, per favorire la loro applicazione volta all’efficientamento dei Comuni.”
“Mi pare un’ottima scelta e sono contento che Michel abbia dato la sua disponibilità. – commenta Matteo Piloni, segretario provinciale del PD di Cremona – E’ appassionato e ha voglia di fare, oltre che di imparare e mettersi a disposizione. Qualità indispensabili che, sono certo, gli permetteranno di fare un ottimo lavoro.”
L’ASL DI CREMONA TAGLIA SUI PRELIEVI DEL SANGUE A DOMICILIO. ALLONI (PD) ANNUNCIA INTERROGAZIONE IN REGIONE: “COLPITI I PIÙ DEBOLI, QUELLA DECISIONE VA RITIRATA”
Dal primo di maggio niente più prelievi del sangue a domicilio per i cittadini della provincia di Cremona. Non importa se anziani, cronici e con difficoltà conclamate. Lo ha deciso l’Asl provinciale e lo ha comunicato con una circolare a tutti i medici di base: cambiano le regole, avranno diritto a questo servizio, ormai trattato come fosse un privilegio, solo una ristrettissima categoria di pazienti ben definiti, che devono essere al contempo invalidi al 100%, con accompagnamento e infermi. La circolare non lascia dubbi: i pazienti devono essere malati terminali, tali per cui lo spostamento ne mette a rischio la vita, oppure attaccati a macchinari che non possono essere spostati. Per tutti gli altri, anche se anziani, disabili, seriamente malati, non rimane altro che attrezzarsi e andare a fare la coda all’ambulatorio.
Molto duro il commento del Consigliere regionale del Pd Agostino Alloni, che annuncia un’interrogazione in Regione: “L’Asl di Cremona – dichiara – ha deciso di fare economia su persone che hanno gravi difficoltà. E non stiamo parlando di migliaia di privilegiati, ma di un numero limitato di soggetti che hanno un problema importante. Porto l’esempio reale di un anziano di quasi novant’anni, con tre protesi, cardiopatico, in terapia anticoagulante orale e quindi sottoposto a continui controlli, con l’esenzione riconosciuta con validità illimitata. Questa persona dovrà farsi portare all’ambulatorio a fare la coda come se nulla fosse. È una grave ingiustizia, quella decisione deve essere ritirata. Non si risparmia sulla pelle di queste persone!”.
Acque lombarde ALLONI (PD): “FONTANILI, ROGGE E CANALI NELL’UNESCO: TUTTE LE FORZE IN CAMPO PER PORTARE A CASA IL PROGETTO”
Inserire i grandi manufatti idraulici e irrigui della Lombardia nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. E’ questo il senso del progetto al quale stanno lavorando URBIM (Unione Regionale Bonifiche Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari per la Lombardia), Consorzi di bonifica lombardi e Regione Lombardia, ora al centro della recente iniziativa del comune di Capralba “La civiltà dell’acqua in Lombardia” (la cui mostra attinente rimarrà aperta la pubblico sino al 17 maggio). Nell’ultima tappa di presentazione del progetto, in provincia di Cremona, è stato specificato come quello verso la tutela sia un percorso lungo e difficile, ma non impossibile da percorrere, per un territorio che ha un primato di presenza e bellezza per numero di impianti, rogge, canali e fontanili. L’importante, come al solito, sarà fare rete.
“E’ importante che il progetto arrivi in porto coinvolgendo tutte le forze interessate e lo stesso Consiglio regionale. Un plauso va comunque al comune di Capralba e al suo sindaco, Gian Carlo Soldati, che sulla tutela dei fontanili e la promozione della risorsa acqua sono da tempo all’avanguardia – ha detto il consigliere Pd Agostino Alloni – . Inserire la civiltà dell’acqua lombarda nell’Unesco significa infatti non solo riconoscere la storia, la scienza e la tecnica presenti in manufatti tuttora essenziali per il funzionamento del sistema idrico regionale, ma anche la necessità di un uso sostenibile delle risorse acqua e suolo, proprio in un momento in cui l’edilizia continua a consumare suolo ed è stato lanciato l’allarme sulle conseguenze della perdita di una risorsa tanto e preziosa: è ora dunque di mettere finalmente in campo politiche forti tese a salvaguardare l’acqua e il territorio come beni comuni, con un impegno che riguardi tutti, comuni, Regione, Consorzi di bonifica, organizzazioni, cittadini”.