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Festa PD Ombrianello, Crema. I DIBATTITI

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I DIBATTITI

Lunedì 24 agosto, spazio dibattiti ore 21.30 a cura della Fondazione Paolo Zanini
“Uno sguardo cremasco sul lavoro”
Ne parliamo con: On. Cinzia FONTANA, Stefania BONALDI sindaco di Crema, Mimmo PALMIERI Cgil, Mino Grossi Uil, Mario Uccellini Cisl

Martedì 25 agosto, spazio dibattiti ore 21.30 a cura della Fondazione Paolo Zanini
“Ricostruire l’Europa. Dalla crisi greca alle opportunità di uno sviluppo comune”
Ne parliamo con On. Alessia MOSCA, europarlamentare PD-PSE

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Mercoledì 26 agosto, spazio dibattiti ore 21.30 a cura della Fondazione Paolo Zanini
“Un treno per Crema! Scienza o fantascienza?”
Ne parliamo con Alessandro SORTE assessore regionale ai trasporti, Agostino ALLONI consigliere regionale, Fabio BERGAMASCHI assessore mobilità Crema, Alberto SCARAVAGGI comitato pendolari cremaschi

Il programma su: https://www.pdcremona.it/festa-de-lunita-di-ombrianello-2015-crema-ecco-il-programma/

Riforma sanità. Alloni (PD): “è una grande incompiuta, migliorata dal lavoro delle opposizioni”

Nella riforma della sanità lombarda, che sarà approvata questa sera in Consiglio regionale dopo un lungo confronto, il Pd ha ottenuto ben sette delle dieci richieste di modifica avanzate alla vigilia dell’inizio della discussione in Aula. Il duro ostruzionismo delle opposizioni, che hanno presentato 25mila ordini del giorni e quasi tremila emendamenti, ha portato Maroni ad accettare di intavolare una trattativa che ha portato numerosi risultati.
Ecco i punti che sono stati recepiti:

1. I superticket su visite ed esami saranno modulati per reddito e saranno esenti i cittadini con reddito familiare fino a 30mila euro.
2. I manager sanitari non saranno più scelti liberamente alla Giunta ma la scelta dovrà avvenire all’interno di una short list (ampia da due a tre volte il numero delle figure da nominare) selezionata da una commissione indipendente secondo criteri di merito. Gli stessi manager saranno poi valutati attraverso indicatori di risultato che riguardano l’efficienza, la qualità dei servizi, la riduzione delle liste d’attesa e gli esiti sulla salute dei cittadini e non più esclusivamente il rispetto dei budget;
3. L’Agenzia di Controllo potrà verificare che l’appropriatezza delle cure effettuate. Sarà nominata dai gruppi di minoranza.
4. I DRG per le prestazioni più complesse saranno graduati secondo standard di qualità delle cure: le strutture saranno premiate o penalizzate in base all’adesione o meno a criteri che misurano le performance, i tempi di attesa e la qualità, premiando le migliori prassi e penalizzando le peggiori;
5. Le funzioni non tariffate (un miliardo di euro l’anno erogato secondo criteri discrezionali), alla base di molti scandali, saranno ridotte drasticamente, limitate ai pochi casi in cui la tariffazione è davvero impossibile.
6. Sarà incentivata la possibilità di prenotare visite ed esami, pagare il relativo ticket e ottenere i referti on-line, oppure direttamente in farmacia;
7. Sono stati reintrodotti i distretti sociosanitari, attraverso i quali i sindaci e le conferenze dei sindaci parteciperanno alla programmazione dei servizi sociosanitari del loro territorio. Tuttavia questi afferiranno alle ATS e non alle ASST, come avrebbe voluto il Pd.

Inoltre, sempre al tavolo tra i relatori e le opposizioni, sono stati inseriti in legge il piano regionale della prevenzione, che la prima formulazione cancellava, e l’osservatorio epidemiologico. Sono invece state respinte le proposte di cancellare le Ats in un’ottica di semplificazione e di istituire i piani sociosanitari territoriali.

Questo il commento del consigliere regionale del Pd Agostino Alloni: “Incassiamo alcuni risultati molto importanti, in primis la riforma dei ticket che saranno finalmente un po’ più equi, come il Pd chiede da anni. Avremo anche una sanità meno condizionata dalla politica e strumenti per scongiurare gli scandali del passato. Possiamo dire senza timore di smentite che il contributo dell’opposizione ha migliorato notevolmente il testo della maggioranza. Ma rimane una riforma a metà che non convince su molti punti, partita con grandi ambizioni ma alla fine la montagna ha partorito un topolino. Almeno per quanto riguarda il cremasco siamo riusciti comunque, a partire dal nostro primo emendamento, a raccogliere le istanze che arrivavano dal basso, correggendole appena in tempo: l’istituzione della Asst di Crema all’interno della ATS della Val Padana, è stata ottenuta, oltre che col nostro impegno, anche grazie al presidio dei sindaci che non hanno mancato di portare in Aula tutta la contrarietà del territorio sulla riorganizzazione della rete che avrebbe eliminato il distretto cremasco”.

Riconoscimento delle unioni omosessuali: dalla Corte di Strasburgo uno stimolo. Ora una legge al più presto

Lo scorso 21 luglio è stata pubblicata la sentenza con cui la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo (CEDU) ha condannato l’Italia per il mancato riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso. La sentenza non entra – come è giusto che sia – nel merito di questioni etiche né, tantomeno, rappresenta una forma di indebita ingerenza dell’Unione Europea nella sfera dell’autonomia dello Stato italiano come è stato sostenuto da alcuni osservatori in questi giorni.

Semplicemente, la Corte si Strasburgo (da non confondere con la con la Corte di Giustizia con sede in Lussemburgo che è invece un’istituzione dell’Unione Europea) ha accertato in qualità di organo giurisdizionale competente la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali che avevano presentato ricorso dopo aver chiesto ai loro comuni di fare le pubblicazioni per potersi sposare all’estero, ottenendo una risposta di diniego.

Pur riconoscendo che non estendere anche a partner dello stesso sesso l’istituto del matrimonio resta una scelta legittima dei diversi stati, la Corte ha affermato che «la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile».

Ed il punto è proprio questo: l’Italia è stata condannata per la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, relativo al «diritto al rispetto della propria vita privata e familiare», in quanto non si è dotata di istituti giuridici (anche diversi dal matrimonio) che consentano alle coppie omosessuali la possibilità di vedere riconosciuta la propria unione di fronte alla legge.

In un paese che si fregia di essere la “culla del diritto” parrebbe superfluo evidenziare la portata delle conseguenze giuridiche derivanti dall’impossibilità per gli Ufficiali dello Stato Civile di effettuare pubblicazioni o di trascrivere i matrimoni legittimamente contratti da cittadini italiani all’estero. Eppure ciò che rende davvero dirompente questa sentenza nel contesto del dibattito pubblico e politico italiano è proprio la piena affermazione dell’esistenza di diritti negati.

Questo è il risultato di un dibattito bloccato da anni su posizioni spesso ideologiche e preconcette, quando non volgarmente omofobe, che ha comportato l’apertura di un vuoto normativo che sempre più è fonte di discriminazione e negazione di diritti per una parte della nostra società.

Spesso, nelle sedi in cui si discute di questi temi, i più fermi oppositori del riconoscimento delle unioni omosessuali sostengono che in nome di un capriccio o della mera soddisfazione di pulsioni individuali si vogliano ledere (peraltro non si capisce in che modo) i diritti di chi fonda il proprio concetto di famiglia sull’unione di persone di sesso diverso, facendo scivolare il tema sul piano inclinato delle questioni etiche.

Ebbene, a mio avviso chi sostiene queste argomentazioni si ostina a rappresentare una concezione del diritto “per sottrazione”, come se fosse pensabile che il riconoscimento del naturale diritto di una coppia omosessuale a tutelare la propria unione possa ledere in qualche modo i diritti di una comunità eterosessuale tutta tesa ad impedire la disgregazione del modello di famiglia tradizionale.

Al contrario, una società matura dovrebbe essere in grado di comprendere il valore dell’estensione di diritti che garantiscano maggiore eguaglianza e pari dignità sociale ai cittadini, favorendo il completo sviluppo della persona senza distinzioni di orientamento sessuale ed evitando di avvitarsi continuamente in un dibattito troppo spesso inquinato da falsi argomenti, talvolta caricaturali o profondamente offensivi per la comunità LGBTI.

Oggi la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ci sprona a fare un salto di qualità nel dibattito pubblico su questi argomenti. L’auspicio è che lo Stato italiano si rimetta il più presto in asse con gli altri Paesi che già si sono dotati di leggi efficaci approvando il testo in discussione in Commissione Giustizia al Senato senza ulteriori indugi; da parte sua il Partito Democratico continuerà a garantire il proprio contributo in tal senso.

Luigi Lipara – Segreteria cittadina Partito Democratico

 

Immigrazione, canale di Sicilia. PD Cremona:” Una strage senza precedenti. Non possiamo stare fermi!”

“Quanto avvenuto sabato notte scuote le coscienze di tutti noi. Da culla, il Mediterraneo sta diventando la tomba della nostra civiltà. Ora non è più il tempo della solidarietà. Serve un intervento deciso della comunità Europea e mondiale. Quanto sta avvenendo ha la priorità.”
Così Matteo Piloni, segretario provinciale PD Cremona, commenta quanto avvenuto sabato notte nel canale di Sicilia. “A nome di tutte le democratiche e i democratici della provincia di Cremona chiediamo al Governo di sollecitare in maniera decisa l’intervento dell’Europa e della comunità mondiale. l’Italia non può affrontare da sola questa emergenza umanitaria che rischia di passare alla storia come la più grande tragedia del 21° secolo.
A nulla servono i commenti del giorno dopo, e soprattutto a nulla serve lo sciacallaggio politico per una manciata di voti. Uno sciacallaggio che dimostra anche l’incapacità e l’inadeguatezza di una certa parte politica nello svolgere un servizio per il Paese. Di fronte a questi drammi serve coesione ed unità. Di fronte a questi drammi non possiamo rimanere inermi.”

Il discorso di Matteo Renzi.

“Quello che avviene in queste ore nel Mediterraneo è molto più di un naufragio: siamo in presenza di un grave momento di crisi umanitaria che va affrontato come tale”. Così il premier Matteo Renzi in conferenza stampa con il primo ministro di Malta Joseph Muscat dopo la tragedia del naufragio di migranti nel Canale di Sicilia. L’emergenza nel mediterraneo “va affrontata e gestita sulla base del diritto umanitario, che richiede risposta solida da parte tutta comunità internazionale”.

“Sono aumentate in queste ore le segnalazioni di soccorso: c’è un gommone a 30 miglia dalla Libia, con 100-150 persone a bordo. E una barca più grande con 300 persone” ha continuato il premier spiegando che l’Italia e Malta sono impegnate in “operazioni di soccorso” e aggiungendo che c’è anche una terza barca in difficoltà.

“Anche oggi un’operazione delle forze di polizia e dell’ordine italiane ha portato all’arresto di altre 24 persone, siamo a 1.002 in totale”.

“L’escalation dei viaggi della morte è il segno che siamo in presenza di un’organizzazione criminale che sta facendo tanti soldi e rovinando tante vite. Il nostro Paese non può consentire che si faccia commercio di vite umane e noi li prenderemo. Questo chiediamo alla comunità internazionale”.

“Nelle prossime ore è fondamentale che il Consiglio europeo sia il luogo in cui la discussione possa dimostrare che non è solo un problema di Malta o dell’Italia: se hanno a cuore il destino degli essere umani, non possono accettare siano costretti a morte atroce magari chiusi a chiave in una stiva”.

“Chi è impegnato nei soccorsi merita riconoscimento senza aprire alcuna polemica come tenta di fare qualche politico a caccia di voti ma a secco di cuore”. “Ringrazio le donne e gli uomini di tutte le strutture italiane che stanno dando il meglio di sé” nelle operazioni di soccorso. “L’Italia più generosa e straordinaria sta facendo di tutto per salvare anche solo una vita”, ha aggiunto Renzi.

L’intervento militare in Libia “è un’ipotesi che non è sul tappeto”, perché non ci sono le condizioni per far fare la pace con un intervento militare.

“Quando si parla di soccorso: si sappia che in questo momento già viene fatto ma salvare vite umane in mare con quei pescherecci della morte è molto complicato e può accadere un imprevisto, come spesso avviene. Continuare a pensare di lasciarli partire e poi andare a rincorrerli significa mettere a rischio le vite umane non per colpa dell’Italia o Malta o dell’Ue ma degli schiavisti scafisti”.

“Venti anni fa abbiamo chiuso gli occhi davanti a Srebrenica, oggi non possiamo chiudere piu’ gli occhi e ricordarci di certi eventi solo per le commemorazioni”. “Dobbiamo evitare che le persone siano schiavizzate: non possiamo pensare di dargliela vinta, avremmo una responsabilità verso la storia”, aggiunge.
“Dire che gli scafisti sono i nuovi schiavisti non è un’espressione a effetto. Tre o quattro secoli fa uomini senza scrupoli facevano commercio di vite umane: sta accadendo esattamente la stessa cosa”.

“Il dialogo tra popoli presuppone giustizia e se fai commercio di carne umana io che rappresento un Paese che ha alle spalle secoli di civilta’ giuridica non ti posso consentire di farla franca”.

GRAZIE PRESIDENTE!

“Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato questa mattina, alle ore 10.35 – si legge in una nota del Quirinale – l’atto di dimissioni dalla carica. Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, sta provvedendo a darne ufficiale comunicazione ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e al Presidente del Consiglio dei Ministri”.

COMUNICATO PD CREMONA

Ognuno ha il suo parere e il suo giudizio su come Giorgio Napolitano ha gestito questi anni, ma è innegabile che il suo amore e rispetto per le Istituzioni non possono essere che un esempio per tutti noi.
Napolitano in questi anni è stato un punto di riferimento e un argine, forte e solido, contro coloro che hanno e vogliono distruggere le Istituzioni.
Un riferimento che non deve rimanere isolato ma che, al contrario, deve crescere attraverso tutti noi che, nel nostro piccolo, abbiamo un pezzo importante di responsabilità.
Il compito più gravoso che oggi hanno le istituzioni, e la Politica in generale, è proprio quello di alimentare e rafforzare il senso di unità e di coesione che troppo spesso vengono minati alla base.
Anche gli ultimi drammatici fatti di Parigi rischiano di essere utilizzati in un’ottica divisoria, dando quindi ancora spazio all’individualismo e alla paura, sentimenti che trovano naturale spazio in questi anni di crisi economica.
Il compito della politica deve soprattutto essere quello di dare risposte sapendo tenere insieme i pezzi di questo nostro paese, in un’ottica europea. Evitando l’autoreferenzialità e dando voce e spazio al Paese vivo, reale e vitale.
Ma non c’è solo un aspetto politico nel ruolo svolto da Napolitano, bensì anche e soprattutto un aspetto umano, dal quale derivano le sue dimissioni e nello stesso tempo il suo essersi messo a disposizione ben oltre il naturale mandato.
Per tutto questo, a nome delle democratiche e dei democratici della provincia di Cremona, il nostro più vivo e sincero ringraziamento, nella consapevolezza che i prossimi giorni dovranno dimostrare una grande responsabilità politica e istituzionale.

Grazie Presidente!

Matteo Piloni
Segretario provinciale PD Cremona